C’era una volta un uomo che decise di opporsi alle violenze che affliggevano il suo Paese e per farlo scelse la rivolta più innovativa e civile: la non violenza. Mohandas Karamcand Gandhi finì più volte in prigione e ogni volta rispose alle prevaricazioni con lo sciopero della fame, giungendo anche molto vicino alla morte per sfinimento. Aveva un ideale che era più importante della propria vita. Credeva occorresse battersi contro le ingiustizie ma non voleva usare la violenza. Gandhi è una delle figure più carismatiche e importanti del ‘900. Insegnò la potenza della disobbedienza civile. Disobbedienza, ben inteso, che dovrebbe essere applicata contro le ingiustizie. Ed è proprio contro un enorme ingiustizia (per lo meno da lui era così vissuta) che protestava, con la sua forma di disobbedienza civile, Sami Ben Garci Mbarka, un uomo detenuto nel carcere di Pavia e deceduto per un protratto sciopero della fame e della sete.
Come dovrebbe comportarsi in un caso del genere un Paese civile? Credo debba interrogarsi sulle motivazioni che hanno indotto un uomo a sacrificare liberamente la propria vita per difendere quel che sentiva un diritto. Dovrebbe interrogarsi sulla correttezza della sentenza di condanna in appello a otto anni e sei mesi per violenza sessuale, sequestro di persona e violenza privata, che aveva raggiunto in carcere il tunisino, e contro la quale aveva intrapreso lo sciopero della fame e della sete. Insomma un Paese civile dovrebbe chiedersi se diritti e giustizia siano stati calpestati al punto da indurre un uomo a intraprendere una protesta di disobbedienza civile portata fino alle estreme conseguenze.
Invece cosa succede nel Bel Paese? Ci si chiede perché non si sia calpestato l’articolo 32 della nostra costituzione che recita, è bene ricordarlo: “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Insomma perché non è stato obbligato a curarsi? Ma poi quali cure? L’alimentazione è una cura? Per quale patologia? Comunque il bel paese grida indignato: si indaghino i medici per non aver tempestivamente sottoposto il soggetto a un trattamento sanitario obbligatorio.
Tuttavia ci si dimentica che il Trattamento Sanitario Obbligatorio, recita l’articolo 34 della legge 833 del 1978, “può essere disposto nei confronti di persone affette da malattia mentale”.
Quale malattia mentale affliggeva Sami Ben Garci Mbarka? Forse quella di reclamare con un atto forte contro quella che sentiva essere una violenza, un sopruso?
Mi chiedo cosa sarebbe Gandhi oggi nelle carceri italiane? Mi chiedo cosa sarà di tutta quelle persone che, se non ascoltate, decideranno di mettere in atto forme di protesta non violenta.
Mi affligge un terribile dubbio: forse oggi, nel bel paese, non è più consentito opporsi quando si sentono i propri diritti calpestati e non ci si sente ascoltati.
Una cosa terribile è accaduta: un uomo libero, libero nello spirito, ha osato farsi sentire …. Qualcuno deve pagare.