soci arrivati vi lascio due righe che ha scritto il protagonista nonche il presidente del mio club,ci sono pure due foto

(fuori di testa)
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Re: Elefantentreffen 2012
« Rispondi #12 il: Gennaio 30, 2012, 11:45:31 pm »
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Non farò, stavolta, il solito report. Direi alla fine quasi le solite cose.
Però vi racconto di moto e persone.
Non c'è posto al mondo dove poter ammirare la fantasia applicata alle due ruote a motore, una fiera dell'incredibile. C'è da chiedersi come diavolo abbia fatto un inglese di Londra ad arrivare fin lì a piantare la tenda a bordo di un Honda Cube 50.
Oppure come sia riuscito a viaggiare l’improbabile sidecar Guzzi tipo pulmino.
O altro ancora, fantasia senza limiti.
Uno straordinario carnevale, un momento d’incontro tra persone che vivono la moto a 360 gradi, passione e sregolatezza. E una buona dose di esibizionismo…..
Gli italiani li riconosci subito.
Arrivano per l’70% a bordo di GS, per il 10% cavalcando Harley, un altro 10% in sella ad Africa Twin e il rimanente tra moto varie e Vespa. La maggioranza va in albergo, ma sono molti quelli che dormono in buca.
Sono il bersaglio favorito dalla polizia, ritiro patente causa moderata ebbrezza, espulsione per un mese e 500 euro di multa.
I Biemmevuisti viaggiano perlopiù in gruppo, sono i Club Motorrad che organizzano il tutto, furgone al seguito guidato da un meccanico della casa.
Quelli dell’Harley si dividono in fichissimi e puri. I primi non sai dove hanno parcheggiato la moto, e per come sono vestiti potrebbero essere arrivati lì in auto. I secondi sono veri, spesso affermati professionisti che abbandonano il ruolo per ritornare allo stato brado. Sono i migliori ruttatori della buca. Scoreggiano loro e le loro moto.
Quelli dell’Africa Twin sono in tenuta dakariana a bordo di moto vissute. Sono alla ricerca di una duna di polverosa neve ma si inzaccherano per bene nel fango del loro recinto. Sono quelli con i quali parli di viaggi, veri. Fatti, non pugnette.
Gli altri, made in Japan o Pontedera sono semplici appassionati che vogliono provare e poi ritornano a lungo.
I teutonici giocano in casa.
Li riconosci per le moto autocostruite, improbabile accozzaglia di ferri recuperati chissà dove ( e chissà come). Tanti GS, tante Guzzi e soprattutto tante enduro anni 80 e 90 anche a due tempi. 80, 100, 125 cc, Loro, non devono dimostrare nulla, solo esserci. Spesso sono anche giovani, dei ragazzini in libera uscita.
Cagano e pisciano in ogni angolo, la parola WC per loro è incomprensibile.
Poi i Cechi, i Russi e i Baltici.
Ti intimoriscono solo a guardarli, stendono foto di fighe dapperutto, come i fazzolettini tibetani al vento..
Sono in sidecar, per loro quelli in moto sono degli sfigati.
Sono gli sherpa della buca, da pagare con casse di birra.
Medaglia d’oro alla gara di vomito, bronzo al rutto.
I francesi sono pochi ma li ammiri. Non hanno GS, arrivano su giapponesi, Goldwing, Paneuropean, insomma motoroni. I bisognini li fanno come i gatti: buchetta, spolf! E si ricopre. Se ci mettessero anche una bandierina sopra sarebbero perfetti.
Spagnoli, inglesi e olandesi sono come loro. Ma viaggiano in genere su piccole cilindrate.
Rimane poi il fatto vero e serio.
Il tuo vicino di tenda, o di tavolo in hotel diventa la tua scoperta, capisci le tante faccie del turismo in moto, della passione. E stringi amicizie che poi ti fanno ritornare ancora, per incontrarli e passare qualche giorno assieme a condividere le esperienze dell’anno appena passato.
Ecco, questo è per me l’Elefantentreffen, un appuntamento tra amici davanti ad una birra e una schintzel mit pommes!
A 600 km da casa.
Visto che avete letto, vi meritate un po' di foto
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